Due italiani su tre conoscono l’osteopatia e uno su cinque, vale a dire 10 milioni di italiani, si è rivolto ad un osteopata. Il 70% di chi va dall’osteopata lo fa per curare dolori muscolo scheletrici e il 90% si dichiara molto o abbastanza soddisfatto”

Questi dati sono incoraggianti e chiarificanti nella presa di consapevolezza dell’osteopatia e dei benefici che può portare nel campo della prevenzione, del benessere, della salute e della persona. Se fino ad alcuni anni fa l’Osteopatia era qualcosa di sconosciuto ai più, poco per volta attraverso il passaparola e all’integrazione con altri specialisti, oggi è riconosciuto e più facilmente accessibile al cliente.
Detto questo, qual è la filosofia dell’osteopatia? In cosa consiste il trattamento osteopatico? a chi si rivolge e quali sono le differenze dagli altri specialisti del settore? Facciamo chiarezza in merito.
L’Osteopatia nasce in America verso la fine del 1800 grazie alla sensibilità ed intuizione del dottor Andrew Taylor Still, il quale, a seguito di alcuni lutti familiari, inizia a valutare altri approcci terapeutici alternativi alla medicina classica.
Il concetto alla base di questa pratica è la visione della persona a 360 gradi, olistica appunto, e il ruolo dell’osteopata è valutare il sistema muscolo scheletrico, viscerale, fasciale, cranio-sacrale e la loro interazione, al fine di trovare la causa del disturbo piuttosto che il trattamento del sintomo stesso.
Le manovre che effettua sono esclusivamente manuali e prevedono il tocco, il massaggio e la manipolazione di questi sistemi e si differenza da altre dispicipline, come la fisioterapia sia perchè non utilizza macchinari e strumentazione, sia perchè non si occupa della riabilitazione, per esempio post intervento.
La maggior parte dei clienti si rivolgono all’osteopata per problemi muscolo scheletrici come lombalgia, cervicalgia, dolori articolari etc ma in realtà è di sostegno anche in disturbi digestivi, di cefalee, algie legate alla gravidanza e nella prevenzione della maggior parte dei sintomi che incontrano i neonati quali coliche e rigurgiti, problemi di suzione, plagiocefalie e alterazioni del ciclo sonno-veglia.
I limiti dell’osteopatia sono legati alla qualità dei tessuti e delle strutture del corpo, nel senso che uno dei pricincipi base è che la struttura e la funzione sono interdipendenti ciò significa che attraverso le tecniche osteopatiche è possibile mettere il corpo nella condizione di ritrovare il suo equilibrio solo se l’anatomia dell’organo, articolazione etc è mantenuta.
Un esempio sono i problemi digestivi, se lo stomaco non ha danni anatomici e possibile ripristinare una corretta digestione mentre nel caso in cui ci sono patologie dell’organo come l’ulcera è necessario rivolgersi al medico.
L’Osteopatia è anche un disciplina che permette alla persona di incontrare se stessa attraverso il canale del corpo, è infatti possibile sperimentare attraverso le prorprie sensazioni come il corpo è un efficiente network che connette ogni singola parte con il tutto.
Come ogni approccio olistico ci insegna che, attraverso la consapevolezza tanto esteriore quale postulare, quanto interiore quale emotiva, è possibile portare un reale cambiamento nella percezione e gestione di noi stessi nella nostra vita quotidiana.
‘’Non puoi curare, quello che non puoi sentire’’
Kay Fabrizio Gavazza

